Nuotando in un mare di cazzate

Mi è appena capitato di leggere un piccolo libro molto interessante.
Si chiama “Impigliati nella Rete”, l’autore è Paolo Landi ed è su Bompiani.
Costa poco, lo leggete in poco tempo ma contiene molti spunti interessanti.

Non occorre essere dei geni per capire che si tratta di un pamphlet critico nei confronti di Internet, ma vi assicuro che non è la solita tirata “si stava meglio quando si stava peggio”.
E’ invece un invito acuto ad un uso del web che sia un po’ più intelligente del passare il tempo a guardare nani che ballano la breakdance su YouTube o di mandare bulletin del tipo “oggi ho cagato uno stronzo che somigliava a Homer Simpson” su Myspace.
Perché se è vero che il video più visto di YouTube è quello di due pirla che mettono le Mentos nella Diet Coke per produrre un geyser, beh, stiamo messi male, ma male di brutto.
Ci siamo abituati alle peggio cazzate e perdiamo ore navigandoci dentro con un senso di vago compiacimento.
Francamente: ma c’è davvero bisogno del 99% di quello che genera il cosiddetto web 2.0?
Se rispondi sì, allora probabilmente hai appena finito di uploadare un video di te che esegui “Nessun dorma” con i rutti; perché altrimenti dentro di te sai che la risposta è NO.
Cazzo, NO.
Chiariamo: tutta ‘sta roba non è IL DEMONIO. Anzi, tutta ‘sta roba in parecchi casi è utilissima (basti pensare a quanto è comodo Myspace per far conoscere la propria musica in giro, ad esempio). Diventa maligna quando ti risucchia come un gorgo in mezzo ad una marea di puttanate in continua crescita.
Una marea di puttanate squisitamente autoreferenziale.
La Rete per la Rete.
Un vuoto che genera mostri.
Come questo.
Fino a un po’ di tempo fa, quando vedevo ‘ste cose pensavo: “Ah guarda che tipo bizzarro… però!”
Ora penso: “Ma è rimasto qualcuno sano di mente, o devo imparare a stappare bottiglie di birra con il culo e filmarmi col cellulare sennò non sono nessuno!?”.

E Di Pietro su Second Life?
Vogliamo parlarne?
Dai… Second Life…
Faccio fatica ad avere un vita reale decente, figurarsi cosa verrebbe fuori in un mondo con una pacchiana grafica 3D che per giunta gira lentissimo.

A proposito dell’essere circondati da mostri, vi consiglio una visita al nuovo blog del Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza. Non perché lui sia un mostro, cosa avete capito? Di Dipiazza si può dire tutto quello che si vuole ma non che sia poco attento al dialogo con i cittadini. I mostri (detto in senso simpatico… anche li trovo realmente agghiaccianti) sono alcuni commentatori che partoriscono autentiche perle come:

“Caro signor Dipiazza, in via Vivante abita uno che ha il cane sciolto e che non tira su nulla. Lo segnalo perchè è arrivato il momento di mettergli una bella multa e i vigili non ci sono mai. Io non posso camminare sulle schifeze degli altri. Grazie”

o il dadaismo horror di
“E adesso però le dico basta perchè io la spazzatura in strada come dice il Piccolo non la metto perchè ci sono già abbastanza topi che mi hanno distrutto anche la cantina e non so come liberarmi e io non ho voglia di diventare pazza e vederli diventare sempre più grassi. Magari che le automobili li spiaccicassero tutti. E anche i gabbiani che stanno davanti alla pescheria.”

oppure la geniale:
Di miro (inviato il 07/02/2008 1.53.52)
sior sindaco, la me scusi, ancora per quanto tempo la pensa de contarnela?

con la ancor più geniale
Risposta
Da Sindaco (il 02/07/2008 15.20.55)

Cerco di essere preciso: fino al 24 aprile del 2011, quindi tre anni, due mesi e diciasette giorni.

Insomma uno spazio che già si preannuncia movimentato, divertente ma anche e soprattutto utile: può essere uno strumento di dialogo diretto molto efficace.
Vedremo come prosegue e se prende piede.
Da linkare e frequentare!

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RATZINGER 2: post di risposta

Visto il numero di commenti e la profondità degli stessi, non potevo non scrivere ancora qualcosa a proposito della mancata visita del Papa all’Univeristà di Roma e la decisione del sindaco di Trieste Dipiazza di appendere alla facciata del Municipio uno striscione con la frase “Trieste è con il Papa”.

Ma facciamo un saltino indietro.

Ratzinger viene invitato dal Rettore de La Sapienza.
Da notare: viene invitato.
Accetta.
Alcuni docenti presentano al Rettore una petizione nella quale gli chiedono di revocare l’invito.
Poi parte la bagarre.
Si unisce anche una parte di studenti.
Partono iniziative come la “Porchetta Anticlericale”.

Il Papa rinuncia alla visita.

Ora visto che non tutto il corpo studenti e il corpo insegnanti de La Sapienza sono anticlericali, credo che ai credenti sia stata imposta una scelta.
Il Papa viene e ti sta sul cazzo? Non ci vai e/o fai un’altra iniziativa contemporaneamente senza disturbare la visita.
Poi si vede chi ha “vinto”.
Lasci una scelta.
Così non c’è stata nessuna scelta.
Solo un’imposizione.

Come è stata un’imposizione quella dello striscione di Dipiazza.
Dipiazza se ne frega del fatto che Trieste sia composta anche da non-credenti.
Gli anti-clericali de La Sapienza se ne fregano del fatto la loro università sia frequentata anche da credenti.
Un comportamento esattamente speculare parimenti arrogante.
Che diventa addirittura grottesco quando viene adottato da persone che parlano di “tolleranza”, “no alle censure”, “multi-culturalismo”.
Citando Marcello Veneziani, possiamo chiamarla intolleranza permissiva, una sorta di ossimoro che definisce un atteggiamento di lassismo nei confronti di valori, costumi, ecc ecc e di intollerenza verso chi in questo lassismo non ci si ritrova.

Concludo con un passo di Massimo Fini preso dal sito delle Edizioni Arianna (www.ariannaeditrice.it) nota: il grassetto è mio.

Va da sè che dal punto di vista scientifico Galileo Galilei , uno dei più grandi geni espressi dall’umanità, in campo astronomico, matematico e tecnologico, ha tutte le ragioni dalla sua. Del resto anche Bellarmino, uomo di grande cultura, sapeva benissimo che non era il Sole a girare intorno alla Terra, ma il contrario, come lo sapeva la maggioranza delle elites intellettuali dell’epoca perchè la cosa era nota fin dai tempi di Pitagora e Filolao. E Copernico, un secolo prima, aveva aggiunto nuovi argomenti a questa ipotesi. Galileo – questa era la novità – con le sue ricerche astronomiche ne aveva ‘dimostrato’ la validità. Bellarmino non chiedeva a Galileo di sospendere i suoi studi, le sue ricerche, i suoi esperimenti e nemmeno di non divulgarli (anche se lo consigliava di pubblicarli in latino e non in italiano, lingua del volgo, perchè il rovesciamento delle collaudate certezze del sistema tolemaico-aristotelico su cui la gente viveva da più di un millennio l’avrebbe mandata in tilt – e lo smarrimento popolare di fronte alla rivoluzione copernicana e galilei ana è testimoniata da una bellissima poesia di Jhon Donne, ‘Anatomy of the World’), ma di formulare le sue teorie come ‘ipotesi e non come ‘certezze’. Scrive infatti Bellarmino: “Benissimo detto e non ha pericolo nessuno affermare che, ‘supposto’ che la Terra si muova e il Sole stia fermo, si ‘salvano le apparenze’ meglio che con il sistema tradizionale, ma affermare che ‘realmente’ il Sole stia al centro del mondo e la Terra si muova è cosa pericolosa non solo d’irritar tutti i filosofi e theologi scolastici ma anche di nuocere alla Santa Fede col rendere false le Scritture Sante” (Galileo , ‘Le opere’, Barbera, 1890-1909, p. 171). In realtà la preoccupazione che muove Bellarmino non è tanto il possibile contrasto con le Sacre Scritture, è ben più profondo. Una conoscenza matematica basata sulle strutture oggettive del mondo eguaglia infatti quella divina (Nel ‘Dialogo sui massimi sistemi’ Galileo sosterrà proprio questo e sarà ciò che lo perderà). E un uomo che si sente uguale a Dio finisce fatalmente per sostituirlo e per perdere ogni senso del limite. Quel senso del limite che l’uomo greco, per intuizione e sapienza, aveva introiettato naturalmente (molti miti greci parlano il linguaggio del limite, contro l’ubris’ il delirio di onnipotenza umano), la Chiesa lo aveva recuperato autoritariamente , attraverso il mito di Dio. E un uomo senza il senso del limite, pensa Bellarmino, diventa pericoloso a se stesso, come si è puntualmente verificato e come oggi cominciano a temere anche molti non credenti, se non altro da quando la Scienza tecnologicamente applicata ha preso a mettere le mani sulla genetica e sulle origini stesse della Vita. Ecco perchè Galileo , pur avendo ragione, ha torto e Bellarmino, pur avendo torto, ha ragione.

MA TRIESTE E’ CON IL PAPA?

Il Vaticano non è proprio la mia cup of tea: troppo sfarzo, troppo bling-bling neanche fossimo in un video di 50Cent.
Sarei più per uno stile minimal-francescano.
Molto più chic senz’altro, e molto più utile: con tanta gente che muore di fame, vendete un po’ d’oro e comprate del pane. Come minimo.
Insomma: malissimo.
Troppo cash che rovina la reputazione di tutti quegli uomini di Chiesa con grandi cojones che nelle nostre città e nei posti più remoti del Mondo dedicano loro stessi a cercare di alleviare la sofferenza del prossimo.
Io sono diviso: da un lato, c’è tutto quanto detto sopra (giudizio negativo sull’Istituzione Chiesa: ci vorrebbe una bella ridimensionata ed una notevole pulizia interna) ma da un altro la Religione rappresenta a mio avviso l’ultimo baluardo umano e spirituale ad opporsi al dominio della Ragione e della Macchina.
Dio c’è.
E mi detta questo post.

Scherzi a parte, io credo.
E mai come in questi ultimi anni mi accorgo di che attacco violentissimo stia subendo il divino, lo spirituale, chiamiamolo pure anche l’irrazionale, da parte degli eserciti della Macchina.
Il grosso problema è che tra le fila di questi eserciti militano inconsapevolmente persone in buona fede che non si accorgono affatto di cosa stanno facendo e per conto di chi.
Pensano di battersi al servizio dell’Umanità contro l’oscurantismo e per la libertà di pensiero, mentre sono al fianco di chi l’Umanità la vorrebbe rimpiazzare con ingranaggi e software, pezzi di ricambio sostituibili.
Il laicismo esasperato che vuole cacciare il divino da ogni cosa (in questo caso dall’Università di Roma) può travestirsi da tolleranza, ma resta quello che è: il Mostro-Macchina partorito dall’Illuminismo, la creatura più intollerante in assoluto.
Non credo ad un Mondo potenzialmente tutto spiegabile razionalmente e meccanico tic-tac come un orologio, e non si tratta di fare i baciapile, si tratta di sopravvivenza.
La Ragione che anima la Macchina ha un solo imperativo: Profitto. Punto e basta.

Anche no, per quanto mi riguarda.

Ratzinger – pur con tutte le sue enormi contraddizioni – rappresenta l’incarnazione del messaggio spirituale cristiano in terra.
Rifiutarlo non significa tanto rifiutare il Vaticano (che mi potrebbe pure stare bene, preti riccastri!) ma rifiutare questo messaggio e soprattutto rifiutare il divino.
Questo non mi sta più bene: senza il divino, senza la spiritualità, senza Dio, senza IL MISTERO, non siamo più Uomini e ci trasformiamo in macchine e strumenti di/da lavoro.

Anche no, di nuovo.

Per questo, tutto sommato riconoscendo una notevole arbitrarietà nel gesto, approvo lo striscione messo dal sindaco Dipiazza in Piazza Unità e mi diverte perchè gli ultrà laici rosicano da morire, si incazzano e quando si incazzano fanno rumore e necessariamente vengono fuori allo scoperto in tutta la loro intolleranza e incapacità di dialogo.
“Puoi parlare solo se la pensi come me, altrimenti io te lo impedirò” questo è il loro modo di vedere.
L’unico dialogo che concepiscono è solo quello con chi condivide i loro dogmi e i loro postulati: praticamente con chi è come loro.
L’Altro non ha diritto di parola.
L’Altro non è neppure concepibile.
Va curato e rieducato, con le buone o con le cattive.
E si incazzano gli ultrà laici!”Com’è possibile” – si chiedono – “che nel duemila, con il livello di scienza e tecnica che abbiamo raggiunto, ci sia ancora qualcuno che crede in Dio??”
E’ semplice.
Perchè la vostra scienza e la vostra tecnica, il vostro dio-Macchina, hanno saputo creare solo un mondo orrendo, vuoto freddo e insensato.
Un mondo suicida, che si sta sgretolando e sta collassando su se stesso, minato dall’interno.
Cioè da noi.

(Ma guarda te che me tocca pure difendere Ratzinger…)

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