CAVANA STREET-LIFE

Il rione di Trieste chiamato Cavana-Cittavecchia sta diventando preoccupantemente fighetto e morto.
Lo conferma pure un articolo su “Il Piccolo” di oggi nel quale un edicolante della zona racconta dei bei tempi andati.
Cavana era una zona popolare, anche un po’ di malaffare quindi vitale.
A ridosso del Porto, i marinai appena sbarcati ci andavano a cercare quello che cercano i marinai appena sbarcati (e non sto parlando di locali fighetti o finger food).
Signorine disinibite, gentaglia, casin.
Quello che una volta si intendeva per “vita”.
Ora tutti son diventati paranoici e/o salutisti e/o perbenisti e/o moralisti.
Una noia abissale.
Stanno trasformando Cittavecchia in una cosa da ricchi cagoni con appartamenti che costano una fortuna al metro quadro e logicamente i ricchi cagoni non gradiscono affatto essere disturbati entro le loro mura domestiche pagate fior di soldini dal casino plebeo che viene da fuori.
Statene certi che sta per partire un giro di vite notevole: appena la zona sarà completamente trasformata e il Piano Urban ultimato scatterà la repressione, quella vera.
Non fatevi ingannare da quello che vedete ora, cioè Cavana zona Madonna del Mare – Arco di Riccardo – S. Michele come baluardo della boheme triestina.
E’ una situazione per nulla stabile e che andrà difesa strenuamente, pena l’esilio verso non si sa dove.
Il trend è questo: coprifuoco nei centri urbani.
Qua ce la passiamo ancora bene, altrove è già tragedia.

Guardo al passato e vedo che forse ci stiamo un po’ rammollendo.
Troppo buoni, troppo accondiscendenti.
Troppo “sissignore”, troppo zitti.
Lavori precari, sempre tutto incerto e manco la possibilità di divertirsi la sera perché uno stronzo che guadagna dieci volte tanto e si è comprato l’appartamento chic vuole silenzio?
Ma che se ne vadano anche un po’ affanculo.
Che escano dalla città, che si comprino la villa in Costiera o in Carso, visto che se la possono permettere.
Queste strade sono di sicuro più nostre che loro.
D’estate il nostro salotto sono i muri, gli scalini, le piazze: quello che possiamo permetterci.
Se ne vadano via loro.
Non ci sono spazi di affissione? Tag sui muri e affissioni abusive.
Non ci sono cessi in giro? Pisciate nei vicoli.
Basta con ‘sto silenzio e ‘sta voglia di mortorio: più vita, ecchecazzo!

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14 commenti

  1. grande andrea finalmente un posto che condivido al 100%!
    a stesera

  2. […] Scrive Andrea Rodriguez, blogger triestìn: l rione di Trieste chiamato Cavana-Cittavecchia sta diventando preoccupantemente fighetto e morto. […] Cavana era una zona popolare, anche un po’ di malaffare quindi vitale. A ridosso del Porto, i marinai appena sbarcati ci andavano a cercare quello che cercano i marinai appena sbarcati […] Ora tutti son diventati paranoici e/o salutisti e/o perbenisti e/o moralisti. Una noia abissale. Stanno trasformando Cittavecchia in una cosa da ricchi cagoni con appartamenti che costano una fortuna al metro quadro e logicamente i ricchi cagoni non gradiscono affatto essere disturbati entro le loro mura domestiche pagate fior di soldini dal casino plebeo che viene da fuori. […]

  3. caro, mi sorprendi ma non troppo; è un piacere leggere queste righe in un momento in cui si propone l’uso dell’esercito per pattugliare le nostre città.
    dovremmo proporre qualcosa, non credi?

  4. Il tuo post per quanto voglia sembrare un articolo attuale che evidenzi una situazione recente, credo che narri una situazione di immobilismo e di “non c’è niente da fare a trieste” che esiste da diversi anni. Oggi parliamo di città vecchia, domani possiamo parlare di San Vito, San Giacomo, Valmaura etc etc.

    Contrastare questo immbolismo “pisciando sui muri” credo sia il metodo sbagliato, imporsi invece per una politica attiva e aperta nei confronti di chi ci amministra credo possa essere di utilità realistica e civile.

    W MARINO! Nicola

  5. X Nicola: io non penso che a Trieste “non ci sia niente da fare”. Anzi. Penso che negli ultimi anni l’offerta di Cultura e Intrattenimento di un certo tipo (cose che partono dal basso, e non grandi eventi) abbia raggunto ottimi livelli. Non c’è una sola città in regione che offra così tanto sotto questo punto di vista: Udine e provincia si difendono, Pordenone ultimamente dorme. L’epicentro di tutto ciò è la zona Cittavecchia-Cavana. Finora è stata un cantiere: ora da un lato si risveglia e pullula di vita, dall’altro sta per diventare teatro di uno scontro. Uno scontro che è già nell’aria da anni, alimentato dall’idea che la “vita”, “il mvimento” debbano essere decentrato, isolato in periferia. In centro lasciamo gli specchietti per le allodole dei “Grandi” (???) Eventi in Piazza Unità, quelli che “fanno parlare”.

    Se affermi che io proponga di pisciare sui muri per contrastare l’immobilismo, scusami, ma non hai capito nulla.
    Io dico solo che siamo stati troppo buoni per troppo tempo.
    Sul nostro senso di responsabilità, sul nostro senso civico ci marciano.
    Le persone che di sera frequentano Cittavecchia avrebbero tutto il diritto di avere dei gabinetti pubblici: perché l’Amministarzione Comunale non provvede?
    Perché, visto che la città è inondata di poster e affissione abusive, il Comune non predispone degli spazi di affissione gratuita?
    Ripeto: stanno marciando sul nostro senso civico e sulla nostra pazienza.
    Si vuole lasciare che le cose degenerino, perché dopo sia più facile reprimere.
    Dobbiamo lasciarci scippare la città?
    Anche no.

  6. Non affermo io il caso “pisciare sui muri” bensì lo si legge tra le Tue righe.
    Per quanto riguarda agli orinatoi io sono dell’idea che andrebbero installati e sto predisponendo una mozione in 4a circoscrizione per la messa in opera di tale soluzione. Io qualcosa provo a farla e sono dalla prate dei cittadini, quelli civili però. Condanno chi esagera, chi affigge manifesti in luoghi non permessi e chi lascia immondizia in strada dopo una serata fuori da un bar.
    Ci deve essere una consapevolezza di tutti, anche chi ha casa in centro e non sono tutti ricchi (vatti a leggere i borsini prima della riqualificazione) ha ial sacrosanto diritto di essere un cittadino libero. Chi vuole festeggiare, uscire , incontrarsi in un bar al sacrosanto diritto di essere libero. L’importante che la libertà dell’uno non intralci quella dell’altro è lì che le due libertà finiscono e de qui che ci deve essere consapevolezza e volontà. Altrimenti ci troveremo con schimazzi, pisciate sui muri, bottiglie rotte, telecamere e via dicendo…

  7. X Nicola: condivido.
    MA, ad esempio, esistono OGGI luoghi (pubblici, all’aperto) dove sia possibile affiggere LEGALMENTE manifesti o lasciare inviti? A me non risulta. O ti affidi ad un servizio di affissioni (come fanno ad esempio i teatri) o sennò sei sempre fuorilegge anche se i manifesti hanno il timbro. E ancora: questo discorso del timbro è giusto se comunque non esistono posti dove poter affiggere legalmente?

    Secondo me, ognuno dovrebbe essere responsabile di se stesso.
    Sei un locale? Devi pulire a fine serata davanti al tuo locale.
    Sei un cittadino qualunque? Devi avere un comportamento civile, soprattutto di notte.
    Sei il Comune? Devi provvedere ad alcune cose basilari, come il fare in modo che la gente non debba pisciare nei vicoli.

    Sono comunque contento che tu ti sia fermato a discutere qui.
    Sei sempre il benvenuto!

  8. Caro Andrea,
    il discorso delle affissioni è interessante e va approfondito. Mi chiedo cosa succederebbe se ci fossero questi spazi gratuiti per le affissioni, di certo ci sarebbe una corsa selvaggia ad occuparne qualche metro da parte di tanti e non so in che modo (ci devo pensare) potrebbero venir regolamentati e soprattutto fatte rispettare eventuali norme, è difficile. Ma non impossibile.
    Riguardo alcomportamento di ognuno è verissimo quello che scrivi, mi soffermo soprattutto sui locali, in quanto sulle persone si è sempre detto e ribadito. I locali ora che all’interno non si puo fumare, arriva l’estate sono sempre di più pieni di gente al loro esterno, il che crea immondizia e haimé in alcuni casi confusione, schiamazzi. Le soluzioni ci sono basta la volontà. Hai ragione. Grazie, Nicola (www.nicoladavanzo.com)

  9. Ciao Andrea!
    E’ del tempo che non ti vedo ma ti leggo spesso….
    Il tuo intervento ha provocato in altri blog molta maretta, per i concetti espressi e per i modi con cui l’hai fatto.
    Conoscendomi sai che vengo da una città morta per eccellenza (Venezia) dove i cagoni si sono comprati tutto e bere una birra richiede un mutuo, sono perciò in accordo con te perchè questo a trieste non accada, debbo però ricordarti che anche i ricchi pisciano! e non tutti possono comprarsi un monolocale in centro ogni volta che la natura chiama, così, per quanto cagoni una fila al pubblico orinatoio la faranno, se qualcuno si sveglia e li mette!
    Non vedo insomma il discorso da lotta di classe, casomai una generica mancanza di servizi che dovrebbero essere per tutti.
    Condivido invece la malinconia per un’atmosfera che non vive più tra le strade, ma che purtroppo sembra sparita ovunque.
    Come riportarla, se riportarla si può, è un altro discorso, le tue iniziative vanno certamente in quella direzione, ma come hai fatto notare ogni atto di intolleranza gioca contro.
    Ti faccio i complimenti per il blog che seguo sempre volentieri…Jacopo

  10. sta cosa delle affissione abusive mi fa ridere..ci sono mille problemi e c’è gente che si perde dietro il problema delle affisioni abusive quando poi ci sono addirittura eventi comunali pubblicizzati con affissioni abusive (ultimo caso concerto di alex britti).
    una cosa sia chiara la libertà di espressione e di comunicazione va difesa e allargata e per chi non ha soldi nè spazio nei media è uno dei pochi canali di comunicazione.
    paghino le affissioni le discoteche e i locali commerciali!!!

  11. x Jacopo: è un piacere incontrarti qui e aggiungo che spero di incontrarti presto anche di persona per bere un bicchiere insieme! Grazie inoltre di avermi segnalato la bagarre (della quale non mi ero minimamente accorto…). Condivido l’intervento, e sono d’accordo: la pipì è un’esigenza trasversale! L’atmosfera di cui parli non deve scomparire, ma non sarà per niente facile conservarla perché la tendenza va esattamente nella direzione contraria.
    Se poi mancano i servizi (non solo igienici! :)), non si fa altro che incentivare un’inciviltà che ahimè è già parecchio radicata, ma credo che sia una mossa calcolata per poter giustificare una maggior repressione dopo.

  12. ma perche pisciare sui muri? non sarebbe più decoroso e razionale farlo sulle grate degli scoli o negli scarichi a bordo strada? dai ragazzi, un passetto più in là del cagnetto bau bau…

  13. Ma il FINGER FOOD!!! ma viva le zozzerie ontolose che fa malissimo perdio!!!! =P

  14. Hai cambiato titolo…mah, forse avrei riveduto anche qualche parte del testo.


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