INTERCETTAZIONI (1)

“…bon, comunque ierimo casa dela mula amica de quel altro e i ga cominciado subito a mazarse de bonghete. I me fa: ‘Te vol?’ Mi no no, magari me fazo un purin. E infati dopo do minuti, i ga giallado de brutto mentre mi iero ma vara stra-blando… mi so ‘ste robe…”

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VIDEO DELL’ANNO (è ovvio)

Se metti insieme Elio E Le Storie Tese con il magico team di Marcello Macchia (lui, Rupert Sciamenna, Anna Pannocchia, ecc ecc), non può non uscirne il videoclip dell’anno.
Incubi fricchettoni… chi non li ha mai avuti?
Ehm ecco… forse i fricchettoni non li hanno mai avuti…

Il brindisi di Rupert Sciamenna si erge di una spanna SOPRA OGNI COSA.

IL PIRATA, IL LUPO E ALTRI PERSONAGGI SCOMODI…

4 anni fa moriva Marco Pantani.

Del ciclismo non mi è mai importato nulla, e non mi sono mai messo a guardare il Giro in tv.
Giammai.
Ma la figura di Pantani mi affascina.
Mi fa provare affetto.
Suppongo fosse abbastanza stronzo, un tipo complicato, certe uscite trasudavano una notevole spocchia, ma sono sempre più convinto che non si meritasse affatto il linciaggio che ha ricevuto.
In un mondo di fuorilegge, paga solo qualche sfigato emblematico.
Tanto per far credere che le regole esistono ancora.
Se poi allo sfigato riescono a cucirgli addosso anche una bella immagine da cattivo esempio per i giovani, allora si fa l’en plein e sono tutti contenti.
Lo scandalo di Madonna di Campiglio e poi il baratro.
Depressione e coca sparata su dritta.
Scivolare alla deriva tra Milano, la Romagna e il Niente, per finire – come un rifiuto trasportato dalla corrente del Mondo – in un residence a Rimini d’inverno.
Faccia in giù.
Coca vomitata, coca nello stomaco.
Sei sette volte la dose letale per una persona.
Eppure niente è così semplice.
E dietro le righe di circostanza, i luoghi comuni sulle parabole discendenti, il campione che si sputtana tutto, là dietro c’è umanità e mistero.
Il mistero delle profondità di un uomo a pezzi barricato dentro una stanza a pezzi.
Devastazione ovunque.
Parole impazzite su fogli di carta e sui muri.

Dovrebbero lasciarlo riposare in pace, ma non può riposare così.
E così qualcuno deve parlare ancora.
E ricordare.
E mostrare che la verità non è un luogo comune.
E’ complessa.
Come l’anima.

In questo mondo-fiction, in questo mondo-reality, è un dovere sabotare il copione e far uscir fuori la vita, intera, con la sua sporcizia ed i suoi profumi.
Forse è uno dei pochi significati profondi dello scrivere che ci sono rimasti.
Il resto sono formule, coccodrilli e marchette.

Nuotando in un mare di cazzate

Mi è appena capitato di leggere un piccolo libro molto interessante.
Si chiama “Impigliati nella Rete”, l’autore è Paolo Landi ed è su Bompiani.
Costa poco, lo leggete in poco tempo ma contiene molti spunti interessanti.

Non occorre essere dei geni per capire che si tratta di un pamphlet critico nei confronti di Internet, ma vi assicuro che non è la solita tirata “si stava meglio quando si stava peggio”.
E’ invece un invito acuto ad un uso del web che sia un po’ più intelligente del passare il tempo a guardare nani che ballano la breakdance su YouTube o di mandare bulletin del tipo “oggi ho cagato uno stronzo che somigliava a Homer Simpson” su Myspace.
Perché se è vero che il video più visto di YouTube è quello di due pirla che mettono le Mentos nella Diet Coke per produrre un geyser, beh, stiamo messi male, ma male di brutto.
Ci siamo abituati alle peggio cazzate e perdiamo ore navigandoci dentro con un senso di vago compiacimento.
Francamente: ma c’è davvero bisogno del 99% di quello che genera il cosiddetto web 2.0?
Se rispondi sì, allora probabilmente hai appena finito di uploadare un video di te che esegui “Nessun dorma” con i rutti; perché altrimenti dentro di te sai che la risposta è NO.
Cazzo, NO.
Chiariamo: tutta ‘sta roba non è IL DEMONIO. Anzi, tutta ‘sta roba in parecchi casi è utilissima (basti pensare a quanto è comodo Myspace per far conoscere la propria musica in giro, ad esempio). Diventa maligna quando ti risucchia come un gorgo in mezzo ad una marea di puttanate in continua crescita.
Una marea di puttanate squisitamente autoreferenziale.
La Rete per la Rete.
Un vuoto che genera mostri.
Come questo.
Fino a un po’ di tempo fa, quando vedevo ‘ste cose pensavo: “Ah guarda che tipo bizzarro… però!”
Ora penso: “Ma è rimasto qualcuno sano di mente, o devo imparare a stappare bottiglie di birra con il culo e filmarmi col cellulare sennò non sono nessuno!?”.

E Di Pietro su Second Life?
Vogliamo parlarne?
Dai… Second Life…
Faccio fatica ad avere un vita reale decente, figurarsi cosa verrebbe fuori in un mondo con una pacchiana grafica 3D che per giunta gira lentissimo.

A proposito dell’essere circondati da mostri, vi consiglio una visita al nuovo blog del Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza. Non perché lui sia un mostro, cosa avete capito? Di Dipiazza si può dire tutto quello che si vuole ma non che sia poco attento al dialogo con i cittadini. I mostri (detto in senso simpatico… anche li trovo realmente agghiaccianti) sono alcuni commentatori che partoriscono autentiche perle come:

“Caro signor Dipiazza, in via Vivante abita uno che ha il cane sciolto e che non tira su nulla. Lo segnalo perchè è arrivato il momento di mettergli una bella multa e i vigili non ci sono mai. Io non posso camminare sulle schifeze degli altri. Grazie”

o il dadaismo horror di
“E adesso però le dico basta perchè io la spazzatura in strada come dice il Piccolo non la metto perchè ci sono già abbastanza topi che mi hanno distrutto anche la cantina e non so come liberarmi e io non ho voglia di diventare pazza e vederli diventare sempre più grassi. Magari che le automobili li spiaccicassero tutti. E anche i gabbiani che stanno davanti alla pescheria.”

oppure la geniale:
Di miro (inviato il 07/02/2008 1.53.52)
sior sindaco, la me scusi, ancora per quanto tempo la pensa de contarnela?

con la ancor più geniale
Risposta
Da Sindaco (il 02/07/2008 15.20.55)

Cerco di essere preciso: fino al 24 aprile del 2011, quindi tre anni, due mesi e diciasette giorni.

Insomma uno spazio che già si preannuncia movimentato, divertente ma anche e soprattutto utile: può essere uno strumento di dialogo diretto molto efficace.
Vedremo come prosegue e se prende piede.
Da linkare e frequentare!

HURRAH per il Legislatore!

Una volta tanto essere governati da persone incompetenti che non hanno la minima idea degli argomenti sui quali devono legiferare si rivela essere poi neanche tanto male.

Con una mossa maldestra, il Legislatore ha aggiunto un comma alla nuova legge sul diritto d’autore.
“È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro”.

All’interno di questa definizione rientrano pienamente anche gli Mp3, che, essendo file compressi, risultano mancanti di tutta una serie di frequenze, quindi sono effettivamente “degradati”.
Peccato che, di fatto, delle frequenze mancanti non importa praticamente a nessuno, anche perché se la compressione non è esagerata le frequenze mancanti risultano impercettibili all’orecchio umano.

Tutto ok dunque, basta che non ci sia lo scopo di lucro e che il fine sia didattico.
Via libera ai blog informativi dovi si troveranno tonnellate di discografie rare e chicche incredibili.
Non si può non essere contenti e non sperare che in un altro folle slancio dichiarino fuorilegge la SIAE!

Dai, se qualcuno gli passa una carta da firmare mentre stanno andando a pranzo o partendo per le ferie, questi firmano ed è fatta!