LA PRIMA MULTA PER PIPI’ FUORILEGGE

(ANSA) – PARMA, 18 SET – Comminata la scorsa notte dai vigili urbani di Parma la prima contravvenzione da 300 euro a una persona che ha fatto pipi’ in strada. Si tratta del primo caso registrato nella citta’ emiliana, dopo la recente ordinanza del sindaco di centro-destra Pietro Vignali. Il multato e’ un giovane sorpreso dagli agenti mentre orinava contro un muro in periferia. L’ordinanza prevede 300 euro di multa anche per chi getta in strada mozziconi di sigarette.

A parte il fatto che Parma ci ruba il primato, la seconda parte (quella dei mozziconi di sigaretta) è interessante: se l’inserissero a Trieste farei i salti di gioia, lo smazzo di scopare miliardi di mozziconi a fine serata fuori da Tetris finirebbe. Introdurrei anche una multa pesantissima per quelli che buttano il chewingum per terra. Se non vi è mai capitato di dover togliere una Big Babol alla fragola da sotto la zampa di un cane di grossa taglia non potete capire…

Comunicazione di servizio: domani sera, concerto di fine estate in Giardino di Via S. Michele a Trieste.
ARNOUX (knifeville – post/indie/pop) + Presentazione Euregio Magazine.

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DI PIAZZA vs LA PIPI’ SELVAGGIA

Il nostro Sindaco Roberto Di Piazza ha annunciato che vuole far partire una campagna moralizzatrice contro chi fa pipì per strada, scrive sui muri e attacca abusivamente manifesti di qualunque tipo.
Trieste, città di piscioni?
Non proprio.
Il fatto di voler multare pesantemente chi si dedica a queste pratiche (e non ad altre) svela in realtà delle mancanze nell’operato del Comune.
Hanno bisogno di soldi e sanno che per forza di cose questi comportamenti continueranno.
Quindi ecco che le entrate saranno assicurate.
Altro che moralizzazione.
Provate ad andare al cesso in Bar Stella a mezzanotte di sabato sera…
Mille persone in un’area di 300 metri quadri (Bar Stella, Bar Unità, baretto chiamato affettuosamente “Bar Merda”) e 3 cessi di numero.
Centinaia di ettolitri di liquidi che scorrono e 3, TRE, cessi.
Vi voglio vedere a parlare di moralizzazione ballando il tip tap in fila con 15 persone davanti.
Prima cessi pubblici, cessi chimici; poi MORALIZZARE.
Idem per le affissioni: a Trieste o ti affidi ad un servizio di affissioni pubbliche, cioè spendi migliaia di euro per poster enormi e ti prenoti mesi prima, oppure NON ESISTE UNO SPAZIO DOVE TU POSSA RECARTI COL TUO PICCOLO POSTER REGOLARMENTE TIMBRATO ED AFFIGGERLO.
Non sto parlando di luoghi chiusi, sto parlando di muri di città eh.
A parte che trovo profondamente ingiusto dover pagare il timbro per TUTTI i tipi di eventi e comunicazioni, è surreale doverlo pagare sapendo di essere comunque poi nell’illegalità.
Prima spazi per le affissioni, POI moralizzare.

E’ ora di rifiutare categoricamente queste politiche del Divieto che trattano i cittadini come bambini idioti. Si punisca, e si punisca seriamente, chi commette atti effettivamente contrari al vivere civile.
Ma pretendo anche di essere messo in grado di comportarmi civilmente. Pago le tasse? E allora voglio poter andare in bagno senza dover per forza entrare in un bar a consumare (non solo di sera). I gabinetti pubblici c’erano: li hanno chiusi tutti. Voglio spazi dove poter comunicare pubblicamente anche a chi non naviga nel Web. Il discorso di punire chi imbratta i muri è giusto: ma perché non si pensa anche a dare più spazio agli artisti? Si dedichino muri anche a questo.
Opporsi a questa avvilente tendenza repressiva direi che sia doveroso.
Prima di arrivare a casi come quello di Novara…

NOVARA 3 agosto 2008 – Parchi deserti, sabato notte, a Novara: a una settimana dall’ordinanza con la quale il Comune vieta assembramenti (tre o piu’ persone) in alcune aree verdi della citta’ dalle 23.30 alle 6, la situazione resta quella di prima: non c’e’ praticamente nessuno. Poco dopo la mezzanotte al Parco del Valentino, per esempio, c’erano quattro ragazzi del Bangladesh, di ritorno dal loro tour per i locali a cercare di vendere rose: si riposavano su una panchina prima di andare a dormire, nessuno aveva spiegato loro dell’ordinanza, e del resto non c’e’ neppure alcun cartello segnaletico al proposito. L’atto ”proibizionistico” del sindaco leghista Massimo Giordano, disposto con un’ordinanza del 25 luglio, il giorno prima di partire per le ferie, sembra ormai spropositato un po’ a tutti, sia agli esponenti politici novaresi, di maggioranza e d’opposizione, sia alla maggior parte dei cittadini, sia, parrebbe, alle forze dell’ordine, che negli ultimi mesi sono intervenuti nei parchi ben poche volte. Solo nei piccoli giardini del quartiere Ovest, peraltro deserti, e’ stata affissa una copia dell’ordinanza. Davanti all’oratorio di San Martino, ieri sera c’era un gruppetto di ragazzi che scherzava: ”Ci troviamo qui quasi tutte le sere – hanno detto – l’ordinanza? Abbiamo letto qualcosa sui giornali, ma non ci interessa, noi ci troviamo qui da sempre, ne’ abbiamo mai notato nulla di strano”. Molti in citta’ dicono che sono stati vietati solo i parchi delle zone ”bene” di Novara, dove i residenti si lamentano se i ragazzi fanno chiasso, non invece quelli in centro citta’, per esempio in piazza Martiri, e in periferia, come a Sant’Agabio, dove, forse, qualche assembramento c’e’, ma anche qui si tratterrebbe di ragazzi appena usciti dai locali con in mano l’ultima birra.

LE SCOPERTE DELLE 4 DI NOTTE

Per chi non lo sapesse (io l’ho scoperto or ora) il GENIO ASSOLUTO NONCHE’ MIGLIORE ARTISTA DEGLI ULTIMI MILLE ANNI finora conosciuto come Burial ha rivelato la sua vera identità: il suo nome è Will Bevan, è nato a South London ed è una persona timida e riservata (ma va?).
Se volete vederlo andate sul suo myspace.

E’ possibile inoltre che il nome Burial derivi dal fatto che williambevan.co.uk (sito di un omonimo) è un sito di pompe funebri.

Intanto la K7! ha messo su una pagina mini-sito per il Dj-Kicks di cui non si sa ancora nulla…

ANALFABETI D’ITALIA

Secondo specialisti internazionali, soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea.

No… Non è uno scherzo… Vivono tra noi… Tu magari non li vedi… ma loro ci sono…

Solo lo stato del Nuevo Léon, in Messico, ha risultati peggiori. I dati sono stati resi pubblici in Italia nel 2001 e nel 2006. Ma senza reazioni apprezzabili da parte dei mezzi di informazione e dei leader politici.

Clicca qui per leggere l’articolo intero.

SEMPRE SULLA LETTURA…

In risposta all’interessante commento di Enrico al post precedente ecco alcuni ulteriori spuni sul tema.
Il primo è un estratto da un indagine dell’Istat pubblicata nel maggio 2007 (il grassetto è mio, e il testo completo è consultabile sul sito dell’Istat)

Venti milioni di non lettori: Noia e mancanza di tempo libero i motivi principali.
Venti milioni e 300mila persone (il 37% della popolazione di 6 anni e più), non hanno letto neanche un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista.
I non lettori sono soprattutto uomini (il 41,6% rispetto al 32,7% delle donne) e adulti (oltre il 36% nella popolazione di 55 anni e più, con un picco del 69,7% tra gli anziani di 75 anni e più); prevalgono tra le persone con basso titolo di studio (il 57,4% delle persone che possiedono la licenza elementare o nessun titolo non hanno letto neanche un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista), tra i ritirati dal lavoro(53,8%), le casalinghe (43,2%), gli operai (44,1%) e i lavoratori in proprio (40,7%). La noia della lettura è la motivazione principale (29,8%); seguono la mancanza di tempo libero (25,2%),il preferire altri svaghi (19,6%), i problemi di vista, i motivi di salute, l’età anziana (14,5%), il preferire altre forme di comunicazione (11,6%), la troppa stanchezza dopo aver lavorato, studiato o svolto le faccende di casa (10,1%). Vengono scarsamente indicate motivazioni quali il costo eccessivo dei libri (5,5%), la complessità del linguaggio contenuto nei testi (4,2%), il non avere un posto tranquillo dovemettersi a leggere (0,7%) o l’assenza di librerie ed edicole vicino casa (0,8%) o di biblioteche (0,7%).
E’ interessante, inoltre, notare che l’8,3% dei non lettori (pari a 1 milione e 700mila persone) dichiara come motivazione di “non lettura” il non saper leggere o il leggere male; in particolare, questa motivazione raggiunge il massimo tra i bambini da 6 a 10 anni (16,8%) e tra gli anziani di 65 anni e più (12,4% tra 65-74 anni e 16,1% dopo i 75 anni) (Tavola 5). La graduatoria delle motivazioni della “non lettura” è quasi analoga per maschi e femmine ma, mentre i primi indicano più delle donne il poco tempo libero (27,4% contro 22,6%), il fatto di annoiarsi (34,1% dei maschi rispetto al 24,6% delle femmine) e di preferire altri svaghi (24,2% rispetto al 14,1% delle donne), le donne segnalano maggiormente i motivi di salute e l’età anziana come impedimento alla lettura (19,4% contro il 10,4% degli uomini) e il non saper leggere o il leggere male (10,6% rispetto a 6,5%)

Ora invece considerate una cosa: viene considerato un lettore forte chi legge più di 11-12 libri all’anno e qualcuno addirittura abbassa questo numero a 6. Queste persone sono all’incirca il 5 o 6% della popolazione italiana (dati che ho raccolto cercando in Rete… verificate pure anche voi).

Direi che c’è di cosa preoccuparsi.
E molto.

PUNTO. E A CAPO.

Arriva inevitabilmente il momento in cui chiunque tenga un blog si chiede “perché?“.
Io non solo ci sono arrivato più volte e con più blog, ma sto passando un periodo nel quale mi interrogo proprio sul senso stesso dello scrivere.
Scrivere è un atto che per me ha sempre un retrogusto di autocompiacimento e di narcisismo.
Leggimi, guarda come sono bravo, come sono divertente, guarda quanto la mia vita è interessante e/o guarda che interessante che è il mio sguardo sulla vita!
Che schifo: quando mi accorgo di questo sottotesto mentre leggo le cose di qualcun altro mi viene la nausea e la voglia di sedermi muto come un buddha di granito.

Un paio di sere fa invece ho capito un po’ meglio perché scrivo e perché voglio continuare a farlo e di cosa ho voglia di scrivere.

Eravamo a cena e si parlava di invitare a Tetris qualche scrittore a presentare il proprio libro.
A me l’idea piace ma siamo tutti abbastanza convinti che nessuno legga un cazzo.
Ho provato all’istante un esperimento.
“Sai chi è Tiziano Scarpa?”
“Mmm.. ah sì… quello che scrive Dylan Dog!”
“No quello è Tiziano Sclavi.”
“No. Allora non ho idea di chi sia…”
“Aldo Nove?”
“Buh…”
Quando la scorsa stagione dicevo “Oh ma sai che viene Valerio Evangelisti a Tetris?” la risposta era “Figo! Ma chi è?”
La discussione, alla quale partecipava tra l’altro anche un amico libraio, ha poi preso delle direzioni che non vi sto a raccontare ma alla fine una posizione molto comune era “La gente non legge perché dopo tutta la giornata al lavoro non ha tempo/è stanca/ha voglia di fare altro”.
Credo sia vero.
Credo che sia anche molto grave, ma credo inoltre che si sia voluto fare in modo che ciò accadesse.
Scompaiono le classi medie: restano pochi ricchissimi, pochi poverissimi e in mezzo la maggioranza della gente che deve sbattersi tutto il giorno.
Le persone che possono permettersi di leggere, scrivere, pensare, analizzare, criticare sono dei guastafeste, una pigna in culo.
Queste figure devono scomparire: devono restarne poche, molto visibili, assolutamente asservite, non indipendenti.
La mia opinione è che chiunque oggi in Italia non abbia mai letto qualcosa sul Signoraggio Bancario, sui Poteri Forti o sulle vicende del nostro attuale Premier sia una persona con delle gravi lacune culturali.
Il tempo bisognerebbe trovarlo, ma alla fine è inutile starsela a menare con prediche e roba simile.
Bisogna andare a seminare.
Ecco un buon motivo per tenere questo blog: seminare interrogativi e offrire spunti di approfondimento.
Magari non leggi libri ma bazzichi in Rete dal posto di lavoro e ti fermi qua.
Magari leggi di una cosa che non avevi mai sentito e ti incuriosisci e/o ti incazzi.
Magari prendi la Pillola Rossa e non la Blu.
Questo è un buon motivo per scrivere: la pigrizia altrui.

Un ultima cosa prima di chiudere.
Mi sono veramente rotto il cazzo di parlare dei locali che fanno casino dopo le 11 di sera a Trieste.
Il problema qui è molto più grosso.
Quella è solo la punta di un iceberg dove inevitabilmente la città continua a schiantarsi.
Finchè qualcuno non deciderà di cambiare rotta.

EROINA SU EMULE

Oggi ho provato dell’eroina virtuale.
Un pacco, direi.

Non ho mai provato quella non virtuale, ma immagino sia parecchio diversa e non abbia come effetto collaterale (anzi come UNICO effetto) quello di farti venire un sonno che neanche un film di Kim Ki-Duk.

Questa nuova idiozia si chiama I-Doser, e viene spacciata (scusate il gioco di parole) come droga virtuale, scaricabile da internet.
Mettete in Google “I-Doser” e vedete cosa trovate.
Trattasi di file mp3 da ascoltare in cuffia: le frequenze che si palleggiano da un orecchio all’altro dovrebbero stimolare determinate onde cerebrali e indurre gli stessi stati indotti dalle varie droghe.
Non è musica: è un rumore abbastanza irritante che va e che viene, simile a una sorta di sirena o di muggito.
Almeno il file che ho io come “Heroin” è così.
Poi ne ho altri: “Divinorum” (simula la Salvia), “Peyote”, “Opium” ed ho visto che c’era anche “Hand of Chuck Norris” ma non l’ho preso perché non mi interessava.
A leggere i resoconti di chi ha provato ‘sta roba, c’è da prendersi bene; ma probabilmente questi sono gli stessi ai quali quando avevi dodici anni facevi fumare delle canne di rosmarino e ti dicevano: “Ciò ou! Son tropo foraaa, ciò”.
Il cervello -si sa- fa miracoli, come ad esempio convincerti che dei ronzii fastidiosi possano farti risparmiare i soldi che spendi ogni settimana in fumo e crack.
Scaricarsi la droga da emule: particamente il sogno bagnato di ogni universitario fricchettone rincoglionito.
E infatti in Spagna I-Doser ha fatto un successone.

Ma facciamoci 4 grasse risate con il solito “scoop” per benpensanti babbei (i corsivi sono miei, e l’articolo, scritto probabilmente da uno degli autori di “Lucignolo”, viene da un sito Mediaset):

L’allarme è stato lanciato dal GAT il Nucleo Speciale Frodi Telematiche della Guardia di Finanza, che ha scoperto la novità nei blog e nei forum dove i giovani si scambiano informazioni.
Le community online, infatti, sono i luoghi di spaccio della cyber-droga, che riproduce gli effetti delle sostanze tradizionali, ma è ovviamente diversa per la modalità di somministrazione. Non va nè ingerita, nè inalata, tantomeno fumata. Basta scaricare il software I-Doser, rilassarsi e indossare le cuffie.

Le nuove cyber droghe, infatti, sono normali file in mp3. “Agiscono sulle onde a bassa frequenza – ci spiega il colonnello del GAT Umberto Rapetto – soprattutto quelle che vanno dai 3 ai 30 hertz, ossia le frequenze della fascia di lavoro del cervello.
L’orecchio assorbe questi suoni che non riesce a distinguere e che, nella maggior parte dei casi, sono mescolati a musiche psichedeliche”.

Proprio perchè gioca con diverse lunghezze d’onda e perchè fatto di suoni impercettibili, se ascoltati da un solo orecchio, i file non producono alcun effetto. Di qui la necessità delle cuffie.

Come qualsiasi mp3, i file droganti sono recuperabili attraverso i programmi peer to peer o in alcuni siti appositamente creati per diffondere l’I-Doser.
Lo spaccio virtuale segue gli stessi meccanismi di quello convenzionale. “L’I-Doser all’inizio viene regalato come una dose tradizionale, scaricare i file è quindi gratuito. Dopo, per procurarsela bisogna pagare dai 5 ai 10 euro”, dice il colonnello Rapetto. “E su questo si può immaginare anche una speculazione del crimine organizzato, sebbene ci sia una fondamentale differenza rispetto alle droghe tradizionali: le dosi virtuali sono utilizzabili più volte”.
E ancora diversamente dal mercato convenzionale delle droghe, non esistono divieti per l’I-Doser, che è dunque legale in quanto non regolamentato.”

Credetemi: la Nutella e l’Xbox danno molta più soddisfazione.

PS: nel caso le altre dosi siano meglio di questa, ve lo farò sapere… sempreché abbia di nuovo la pazienza di sottopormi alla mezzoretta di ronzii.

PPS: E’ estate quindi non solo aggiorno poco il blog, ma lo aggiorno anche con notizie degne di “Studio Aperto”! Enjoy!