Visto il numero di commenti e la profondità degli stessi, non potevo non scrivere ancora qualcosa a proposito della mancata visita del Papa all’Univeristà di Roma e la decisione del sindaco di Trieste Dipiazza di appendere alla facciata del Municipio uno striscione con la frase “Trieste è con il Papa”.
Ma facciamo un saltino indietro.
Ratzinger viene invitato dal Rettore de La Sapienza.
Da notare: viene invitato.
Accetta.
Alcuni docenti presentano al Rettore una petizione nella quale gli chiedono di revocare l’invito.
Poi parte la bagarre.
Si unisce anche una parte di studenti.
Partono iniziative come la “Porchetta Anticlericale”.
Il Papa rinuncia alla visita.
Ora visto che non tutto il corpo studenti e il corpo insegnanti de La Sapienza sono anticlericali, credo che ai credenti sia stata imposta una scelta.
Il Papa viene e ti sta sul cazzo? Non ci vai e/o fai un’altra iniziativa contemporaneamente senza disturbare la visita.
Poi si vede chi ha “vinto”.
Lasci una scelta.
Così non c’è stata nessuna scelta.
Solo un’imposizione.
Come è stata un’imposizione quella dello striscione di Dipiazza.
Dipiazza se ne frega del fatto che Trieste sia composta anche da non-credenti.
Gli anti-clericali de La Sapienza se ne fregano del fatto la loro università sia frequentata anche da credenti.
Un comportamento esattamente speculare parimenti arrogante.
Che diventa addirittura grottesco quando viene adottato da persone che parlano di “tolleranza”, “no alle censure”, “multi-culturalismo”.
Citando Marcello Veneziani, possiamo chiamarla intolleranza permissiva, una sorta di ossimoro che definisce un atteggiamento di lassismo nei confronti di valori, costumi, ecc ecc e di intollerenza verso chi in questo lassismo non ci si ritrova.
Concludo con un passo di Massimo Fini preso dal sito delle Edizioni Arianna (www.ariannaeditrice.it) nota: il grassetto è mio.
Va da sè che dal punto di vista scientifico Galileo Galilei , uno dei più grandi geni espressi dall’umanità, in campo astronomico, matematico e tecnologico, ha tutte le ragioni dalla sua. Del resto anche Bellarmino, uomo di grande cultura, sapeva benissimo che non era il Sole a girare intorno alla Terra, ma il contrario, come lo sapeva la maggioranza delle elites intellettuali dell’epoca perchè la cosa era nota fin dai tempi di Pitagora e Filolao. E Copernico, un secolo prima, aveva aggiunto nuovi argomenti a questa ipotesi. Galileo – questa era la novità – con le sue ricerche astronomiche ne aveva ‘dimostrato’ la validità. Bellarmino non chiedeva a Galileo di sospendere i suoi studi, le sue ricerche, i suoi esperimenti e nemmeno di non divulgarli (anche se lo consigliava di pubblicarli in latino e non in italiano, lingua del volgo, perchè il rovesciamento delle collaudate certezze del sistema tolemaico-aristotelico su cui la gente viveva da più di un millennio l’avrebbe mandata in tilt – e lo smarrimento popolare di fronte alla rivoluzione copernicana e galilei ana è testimoniata da una bellissima poesia di Jhon Donne, ‘Anatomy of the World’), ma di formulare le sue teorie come ‘ipotesi e non come ‘certezze’. Scrive infatti Bellarmino: “Benissimo detto e non ha pericolo nessuno affermare che, ’supposto’ che la Terra si muova e il Sole stia fermo, si ’salvano le apparenze’ meglio che con il sistema tradizionale, ma affermare che ‘realmente’ il Sole stia al centro del mondo e la Terra si muova è cosa pericolosa non solo d’irritar tutti i filosofi e theologi scolastici ma anche di nuocere alla Santa Fede col rendere false le Scritture Sante” (Galileo , ‘Le opere’, Barbera, 1890-1909, p. 171). In realtà la preoccupazione che muove Bellarmino non è tanto il possibile contrasto con le Sacre Scritture, è ben più profondo. Una conoscenza matematica basata sulle strutture oggettive del mondo eguaglia infatti quella divina (Nel ‘Dialogo sui massimi sistemi’ Galileo sosterrà proprio questo e sarà ciò che lo perderà). E un uomo che si sente uguale a Dio finisce fatalmente per sostituirlo e per perdere ogni senso del limite. Quel senso del limite che l’uomo greco, per intuizione e sapienza, aveva introiettato naturalmente (molti miti greci parlano il linguaggio del limite, contro l’ubris’ il delirio di onnipotenza umano), la Chiesa lo aveva recuperato autoritariamente , attraverso il mito di Dio. E un uomo senza il senso del limite, pensa Bellarmino, diventa pericoloso a se stesso, come si è puntualmente verificato e come oggi cominciano a temere anche molti non credenti, se non altro da quando la Scienza tecnologicamente applicata ha preso a mettere le mani sulla genetica e sulle origini stesse della Vita. Ecco perchè Galileo , pur avendo ragione, ha torto e Bellarmino, pur avendo torto, ha ragione.
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È il papa che ha rinunciato ad andare a parlare a “La Sapienza” evidentemente temendo proteste (non mi venite a dire che non ci è andato perché temeva per la sua incolumità perché mi sa quantomeno di cazzata colossale).
Non ci è andato perché erano state annunciate proteste da professori e studenti, evidentemente il papa parla solo di fronte a folle che annuiscono in silenzio.
Se gli studenti credenti de La Sapienza sono stati privati del discorso di papa ratzi non è colpa di quelli che hanno annunciato proteste, ma di papa ratzi che ha rinunciato viste le suddette proteste, IMHO (<- che fa tanto nerd ma è comodo :P )
Viene da se che lo striscione di dipi abbia un significato diverso, li è stato lui che, in modo arrogante e ignorante (come ormai ci ha abituato) si è arrogato il diritto di “parlare” a nome di tutta la città, credente o non credente che sia.
Ad ogni modo molto molto interessante questa discussione, e bel blog in generale,
saluti
Gabriele
Ciao Gabriele, grazie dei complimenti: spero che continuerai a leggere il blog ed a partecipare alle discussioni.
Non sono però d’accordo con quello che dici.
Il discorso dell’incolumità è ovviamente un’idiozia, ma il Papa non poteva andarci lo stesso.
Se un tuo amico ti invita a cena, ma suo fratello ti dice il giorno prima che gli stai pesantemente sulle balle e che sarebbe il caso non ti presentassi, ci vai lo stesso?
Ne dubito.
Una questione di etichetta.
Il Papa non doveva andare lì per sua scelta, ma perché era stato invitato.
Visto che l’invito è risultato sgradito, ha deciso di non andare.
La lettera chiedeva l’annullamento della visita.
Ben diverso sarebbe stato non opporvicisi, ma organizzare qulacos’altro per chi non aveva voglia di andare a sentire Ratzinger.
Così non è stato.
ok; allora voglio che mi inviti all’angelus, avrei io due o tre cosette da dire ai credenti.
da dove comincio, i preti pedofili e la copertura di cui godono o la prendiamo da lontano, chessò il cardinal Marcinkus o adirittura pio 12 che non disse o fece nulla per gli ebrei?
Dai gorillo, non è proprio il Dalai lama…
…posto che manco il dalai dovrebbe avere il diritto a una “lectio magistralis”, in un’università se non c è contraddittorio non c è nulla allora, non ha più senso di esistere: la disputa deve essere garantita, qualunque sia l’interlocutore.Il fatto è che lui è un’autorità morale, per eccellenza infallibile, noi siamo solo dei poveri pirla, quindi? o abbiamo la nostra morale che però al massimo la tramandiamo con un blog? e non con l’appoggio di tutti (tutti-tutti-TUTTI!!!) i partiti e autorità ecc ecc.cazzo.
e poi tu parli dei credenti, ma pensi che 1-tutti i cattolici siano con il papa? 2-solo ascoltino il p.? 3-o praticano qullo che predica? a me non pare, gli presta molta più attenzione bertinotti…
su questo sito il punto di vista degli studenti, splendid* ragazz* a cui la società deve già molto
http://www.escatelier.net
ciao
ps. Massimo Fini e M. Veneziani sono un pochettino fasci e soprattutto subdoli.
Fini soprattutto, è noto il suo tentativo di infiltrare movimenti con ragionamenti alla “voce della fogna” che erano e sono folli e sbagliati, nonchè pericolosi.per precisione.
Su questo ultimo punto sono d’accordo, organizzare qualcos’altro in alternativa forse sarebbe stata la via migliore, fermo restando che il diritto di manifestare e, in questo caso, di protestare rimane secondo me sacrosanto.
Per quanto riguarda l’invito a cena, mettiamola così: se ho qualcosa di importante da dire/confidare all’amico che mi ha invitato me ne sbatto le balle del fratello e ci vado lo stesso, anche se il fratello mi dirà che gli sto pesantemente sulle pelotas :P
Come ho detto all’inizio del primo post sull’argomento, non sono un accanito sostenitore del Vaticano, tutt’altro.
Ma dire “La Chiesa” è come dire “Il Rock”: cioè tutto e il contrario di tutto, dai preti pedofili a chi si sbatte accanto ai poveri e ai malati.
Ratzinger pure non mi è particolarmente simpatico e neppure particolarmente antipatico: il post l’ho scritto perché mi ha colpito “l’intolleranza permissiva” manifestata.
La stessa intolleranza che permea gli scritti del sito linkato da Ciars: per chi scrive i comunicati su quel sito ad esempio è assolutamente inconcepibile che qualcuno possa solo pensare di mettere in discussione la legge 194.
Non sbagliato, ma assolutamente inconcepibile.
Il messaggio è: “dialogo con te solo se riconosco che non siamo poi TROPPO diversi, se tu sei ALTRO, non solo non dialogo affatto, ma francamente non dovresti neppure esistere”.
Veneziani lo conosco pochissimo: ho citato quella cosa perché mi pareva particolarmente appropriata.
Fini (Massimo) invece lo conosco bene perché ho letto quasi tutto quello che ha scritto: ho cominciato con “Sudditi” e l’ho trovato interessantissimo.
Fini sta sul cazzo a tutti perché è un outsider completo rispetto alle concezioni di “destra” e di “sinistra” comuni.
Quello che Ciars (Ciars, correggimi se sbaglio…) intende per “ragionamenti ‘alla Voce della Fogna’ è proprio questo: il tentativo di superare la dicotomia destra/sinistra, fasci/rossi ecc ecc.
Per chi non lo sapesse “La Voce della Fogna” era una rivista (di destra) degli anni ‘70 che però criticava “dall’interno” certo conservatorismo almirantiano e missino: emblematica una copertina che dipinge (prendendolo per il culo) il tipico fascista italiano: si vede un personaggio ridicolo in posa mussoliniana con un manganello in mano in piedi su delle sedie a casa sua mentre invoca i treni che arrivavano in orario…
Sul fatto se queste posizioni siano o meno “folli sbagliate e pericolose” sarebbe una discussione interessantissima ma PUTTANA EVAAA sto blog è troppo DENSO… commenti più lunghi dei post, cazzarola… come si fa???
Bon almeno vuol dire che c’è gente che si prende bene a leggere e discutere anche di robe che non siano la top list dei friends di myspace (che – per la cronaca – è una cosa seria eh!)…
Caro Andrea,
ho letto tutto ill post e mi trovo d’accordo solo per quanto riguarda la forma con cui si è deciso di manifestare, che, come dici tu, ha di fatto tappato la bocca ad un pluralismo che, invece, è stato accalamto più volte. E fin là…
Però ora facciamo una supposizione. Supponiamo che Galileo e compagnia bella, avessero deciso di non pubblicare alcun testo in cui si dicesse che la Terra ruota intorno al Sole anzichè il contrario. La cosa che sarebbe successa è il divieto al diritto di conoscere, che noi tutti abbiamo (per fortuna). Cerco di spiegarmi meglio. Non divulgando certe informazioni, si lascia il volgo all’oscuro, incapace di farsi un’idea, terribilmente alla mercè di chi, invece, ha in mano il sapere (e spesso anche il potere). La stessa cosa si è verificata quando ci fu il famoso referendum sulla fecondazione assistita. Io mi ero documentato circa l’argomento, per tracciare un quadro generale, ma la maggior parte delle cose che sentii intorno a me erano grandi bufale (anche in televisione e sui giornali) spesso influenzate sul “sentito dire”. L’embrione è vita o non lo è? Punti di vista, non una verità unica. Diciamo che al momento non lo sappiamo, non sosteniamo tesi di cui non siamo in grado di dimostrare la validità. Questa è la base del pensiero scientifico.
Tutto questo per dire (e qui concludo) che la chiesa storicamente parlando, non ha mai proposto per certe (chiamiamole) tematiche, spiragli di discussione, ma sempre e solo dogmi. Solo che oggi c’è chi ha il coraggio e la facoltà di dire che le cose potrebbero non stare così (e questo li fa irritare). E poi se non si sentono dei loro, che chiamano un uomo come me e te Santo Padre (e mi spieghino cos’avrebbe di Santo), allora è giusto che i Galilei continuino a divulgare.
Ciao a presto
Giulio
si più o meno era quello i lragionamento (voce fogna), argomento in cui non entro, ora.
Sulla 194: vogliamo dimenticare che c è stato un referendum?
il problema è sempre quello, la legge (inteso il diritto), non può essere altro che una violenza, cioè la traduzione forzata sulla carta di quelle che sono le società; ovvero il referendum ha portato alla luce il fatto che le donne abortivano clandestinamente e ha voluto regolare la cosa (quindi perfetta non è) .
Attaccare questa legge, in nome poi della difesa alla vita (li hai mai visti ruini e co. attaccare così, non so, la nato? per dirne una) significa voler tradurre la propria morale cattolica sul corpo delle persone.
io con chi ragiona per dogmi non ci sto a sedere alla stessa tavola, ecchecazzo!
E’ incredibile come questo dibattito produca spunti che sarebbero da approfondire e sui quali ci si potrebbe stare anni interi a discutere…
X Giulio: pensare che Religione (o Misticismo o Irrazionale) e Scienza siano due blocchi contrapposti è una visione quantomeno riduttiva. Checchè ne dica Richard Dawkins (se ti capita prova a leggere il suo “L’Illusione di Dio”: io l’ho trovato estremamente supponente anche se interessante), ci sono scienziati credenti, sia in passato che ora. Un libro bellissimo che mi ha consigliato tra l’altro un professore di Fisica è “Il Tao della Fisica” di Fritjof Capra: con un linguaggio davvero alla portata di tutti (anche alla mia, che quando vedo una formula mi metto a piangere) fa vedere quanto Fisica e Religioni e Misticismo abbiano in comune e possano essere complementari.
X Ciars: Il fatto che ci sia stato un referendum prova appunto questo: che la Legge non è un blocco di granito ma un qualcosa in divenire. Non perché una legge è approvata o abrogata, allora diventa valida (o non valida) per l’eternità. Personalmente non credo che oggi ci siano i presupposti per ridiscutere la 194, ma ciò non vuol dire che in futuro non ci possano essere. Non è un discorso chiuso, come non è un discorso chiuso per nessun cambiamento politico/sociale/economico/normativo. Se così fosse, non ci sarebbe Storia: ci sarebbe solo un presente costante e immutabile.
Il discorso sulla laicità dello Stato lo salto ora a piè pari perché avrei bisogno di qualche ora… ma tanto tornerà sicuro fuori in futuro con qualche altra avventura di Ratzinger in giro per il mondo :)
La tua frase “ragionare per dogmi” è un po’ oscura… credo di capire cosa vuoi dire ma non ne ho la certezza.
La interpreto come “dialogare con qualcuno che aderisce a dei valori che non possono venire razionalmente messi in discussione”.
Se la mia interpretazione è giusta, allora l’intera tua frase non fa che confermare quanto dicevo precedentemente rispetto alla preclusione al dialogo ed una disponibilità a dialogare solo con chi non è TROPPO diverso: per te la Ragione è in grado di spiegare tutto (o perlomeno ha il dovere di farlo) e chi non accetta questo (che peraltro è un dogma a sua volta) è talmente ALTRO da te che non ti ci siedi alla stessa tavola.
Se invece volevi dire un’altra cosa, ho capito male io…
un gruppo di prof e studenti ha espresso la propria libertà di dissentire con la presenza del papa all’inaugurazione dell’anno accademico alla sapienza. direi che non ci piove. come non ci piove che il rettore abbia avuto la libertà di chiamare il papa. la bagarre di cui parli non è stata creata da nessuna di queste personalità però, occhio. la cosa è partita da organi di comunicazione e singoli vicini al vaticano. si è subito parlato di rischio attentati (!?!?!) nei confronti del papa e cose del genere, innalzando il livello di rischio della cosa. è la chiesa che si è negata, che si è detta attaccata, non è stata una libera petizione di un gruppo di studenti e professori ad offendere. quello che è interessante trarre da tuttociò è la concezione del dissenso insita in un’istituzione come la curia romana. ogni dissenso è di fatto ricevuto come un attacco, la libertà di opinione è una pura chimera. ipotizzando una situazione analoga, se a fare tale intervento accademico fosse stato chiunque altro al di fuori di ratzinger tutti i toni della faccenda sarebbero stati di molto attenuati. e qui non entro, nota, nel merito di dare una qualsiasi opinione su quelli che sono i punti su cui articolasi il dissenso nei confroni di una figura come il papa, di un’istituzione come la chiesa di roma.
attenzione inoltre a non confondere credo, religione, fede, con fiducia in un’istituzione religiosa.
detto questo me ne vo a magnà!