Visto che sono arrivato troppo tardi per la consegna del numero di dicembre, non c’è la mia colonna che – guarda caso – non si chiamerà più HotelGorillo ma La Città Brucia. Nell’articolo c’era la spiegazione del perché di questo nuovo titolo, ma visto che non potrete leggerlo subito (ma a febbraio) e visto che molti qualcuno me lo chiede, ecco svelato il mistero.
Ricordate?
Milano is Burning.
Trieste is Burning Too.
Ed è un bruciare un po’ vero e un po’ per finta. Magari un bruciare di cazzate. Di mode che qua arrivano più tardi ma anche delle cose che sono nostre e solo nostre e nessun fighetto milanese può manco sognarsele. Immersi nel post-moderno, tutto è importante e inutile, superfluo e indispensabile, indispensabile perché superfluo. E’ un bruciare di gesti, parole, alcol, fumo, droghe, soldi, cibo, SMS, vomito sull’asfalto e strane albe ma anche mattine e pomeriggi quieti, di lavoro o pensieri. Di MSN per poi vedersi un’ora dopo e poi a notte fonda di nuovo MSN. Questo vortice ci sta cambiando la vita in tutti sensi. Se mi leggi qui, se sei qui, almeno un po’ lo sai anche tu. Dico sul serio: niente può essere preso troppo seriamente.
Se poi scrivevo “Trieste Brucia”, e NTWK arriva anche a Udine ecc. ecc. la cosa suonava un po’ limitante.
Mr. Fiera ha consigliato “La Città Brucia” e io ho pensato che, sì, è una buona idea.
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Irene Grandi ringrazia!
jericho