Il 2008 comincia con una bilancia maledetta!

Erano secoli che non mi pesavo.

Un paio di sere fa, tra una birra e l’altra il brother MikiTwist mi fa: “Ara che GONFIO che te son…”

Penso cazzo ho tagliato la barba è un effetto ottico.

Ma secondo voi sono ingrassato? No, no.

Ieri mi peso: paura e terrore.

Molto peggio delle aspettative.

Bilancia bastarda! Ecco perché non mi avvicinavo alla tua fottutissima pedana! Stronza!

Record di peso e conseguente corsa ai ripari con sfilza di buoni propositi.

Non so se appartenete alla mia categoria (gente che deve stare attenta a tutto se non vuole ritrovarsi a far il sosia di Bud Spencer) o alla categoria di quelli stronzi che mangiano come suini e sono secchi come bambini somali.

Se appartenete alla prima, fratelli, vi amo: ci capiremo a meraviglia.

Se appartenete alla seconda, fanculo. Se appartenete alla seconda, non potrete mai capire quanto è bello il momento di preparazione al dimagrimento.

Ricorda un po’ la scena di Trainspotting quando Renton comincia la disintossicazione dall’eroina.

Ti chiudi in casa.

Mediti.

Apri gli armadietti delle provviste come se fossero le porte del saloon più malfamato di Dodge City e sfidi a duello quelle merendine che fino a qualche ora prima erano le tue fide compagne d’avventura. A volte vincono le merendine, ma è raro. In questa fase le merendine finiscono nella spazzatura (lo so è brutto, ma è simbolico) o regalate a gente che si vuole far precipitare nel baratro o sotto chiave (finiranno nella spazzatura poi, perche saranno scadute). Tutta la roba goduriosa viene annientata in un impeto salutista dal retrogusto di Inquisizione. Poi si prepara una lista di Cose Sane.

Cioè ricche di fibre, stilose ma inevitabilmente tristi.

Grame.

Il giorno dopo si parte con gli acquisti, ai quali si affiancheranno anche nuovi macchinari da cucina: bilancini di precisione che neanche un pusher, centrifughe robotizzate, frullatori, piastre in ghisa dai nomi che evocano leggerezza. Il segreto è compensare l’assenza dei grassi con uno shopping compulsivo ai quali i più raffinati sapranno abbinare la ricerca di libri sulla Zona o altri metodi da campo di prigionia. Il lato godereccio della vita, grossolano e volgare ma anche simpatico e amichevole, viene sostituto da un’attitudine minimal che sta tra la (finta) eleganza metrosexual di giornali tipo “Men’s Health” e un finocchio (ortaggio, non omosessuale) infilato su per il culo. Con questa smorfia altezzosa, vi aggirate, anzi sfilate, nelle colorate e luminose corsie degli ipermercati fieri di far sapere al Mondo che voi sì, voi avete detto basta! e avete cominciato la vostra personale crociata contro i kili in eccesso. Al Mondo non frega un cazzo, s’intende, ma a voi, cioè a noi, piace pensare che invece sia tutto il contrario e che con occhiate furtive colme di malcelata invidia gli altri clienti spiino la perfetta armonia frugale del nostro carrello.

La cassa è come un traguardo.

E’ una porta verso il Futuro.

Un futuro dove anche noi avremo addominali a tartaruga e mascelle asciutte, culi sodi e pettorali scolpiti.

Faremo invidia agli spartani di 300, per Zeus!

Non temiamo nessuno: né Serse né la prova-costume!

4 Commenti

  1. …dunque.sabato.si.va.a.magnà.carnazza?

  2. Certo! Ma tu non vieni mi pare…

  3. LOL! :)

    Mi piacerebbe tanto sapere cosa succede nei giorni successivi al secondo…

  4. com’è bhello sapere di non esser soli!!!


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